Simbolo dell'Abruzzo, l'Orso bruno marsicano è una sottospecie differenziata geneticamente dagli orsi delle Alpi (ed europei) e dunque rappresenta un endemismo esclusivo dell'Italia centrale. Presente oggi solo nell'Appennino centrale con una piccola popolazione che ha subito negli ultimi 2000 - 3000 anni un considerevole restringimento del proprio areale e un prolungato periodo di isolamento che ne ha determinato una significativa differenziazione genetica, morfologica e comportamentale rispetto alle popolazioni di orso dell'arco alpino e del resto d'Europa. Pertanto, ad oggi, l'orso marsicano viene considerato una unità evolutiva a sé stante con caratteristiche unicità da conservare come tali. E' ormai largamente accettato infatti che, nonostante la affinità genetica con le popolazioni della specie distribuite nell'Europa del sud, si tratti a tutti gli effetti di una sottospecie, come attestato da recenti studi di morfometria cranica.
Anche in virtù del suo status tassonomico ed evolutivo tale specie è fortemente tutelata da direttive internazionali, mondiali europee e da normative nazionali.
In relazione alla possibilità di espansione la Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio, è considerata di importanza fondamentale per la specie proprio nella prospettiva strategica dell'espansione demografica e territoriale auspicata nel PATOM - Piano di azione per la tutela dell'orso bruno marsicano.
A partire dal 2012, infatti, l'aumento notevole del numero di individui che frequentano l'area della Riserva, corridoio fondamentale tra i Parchi nazionali d'Abruzzo, Lazio e Molise e Majella, è stato documentato e registrato dalla RMAM - Rete di Monitoraggio Orso bruno marsicano Abruzzo e Molise, istituita dall'autorità di gestione del PATOM, coordinata dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, di cui la stessa Riserva fa parte. Si rileva infatti in queste aree, attualmente, una presenza non più sporadica ed occasionale ma stabile e di passaggio (in alcuni periodi dell'anno) e la presenza di oltre 15 diversi individui e almeno 3 femmine riproduttive, rappresentano di fatto un utilizzo sempre più significativo del territorio da parte dell'Orso bruno marsicano.
I dati in possesso della Rete di Monitoraggio quindi dimostrano e confermano il trend registrato negli ultimi anni e anche nel corso del 2020 diversi individui di orso hanno frequentato i territori in questione, attirati dalle abbondanti sostanze trofiche disponibili.
Curiosità:
L'Orso ha udito ed olfatto molto sviluppati che lo aiutano nella ricerca del cibo. A differenza dell'olfatto e dell'udito, la vista è invece piuttosto mediocre. Il verso dell'Orso si chiama ruglio.
Note:
Il periodo autunnale è definito di "iperfagia pre-letargica", momento dell'anno in cui gli orsi vagano spasmodicamente alla ricerca di cibo, tendendo ad alimentarsi il più possibile e a prendere molto peso. Ai primi freddi, infatti, quando le risorse alimentari cominciano a scarseggiare, gli orsi vanno alla ricerca di una tana, un rifugio asciutto e sicuro dove trascorrere l'inverno. Nella tana l'Orso cade in "ibernazione", una sorta di letargo che gli consente di far fronte alle basse temperature e alla mancanza di cibo. Non si tratta di un letargo vero e proprio: nonostante il metabolismo crolli a valori basali, a differenza di altre specie, gli orsi mantengono un buon grado di reattività agli stimoli esterni e possono addirittura uscire fuori dalla tana, in alcune belle giornate invernali. In questo periodo comunque gli individui non si alimentano e sopravvivono grazie al grasso accumulato in autunno, che funziona sia come riserva energetica che da isolante termico.